Manifesto per la città vecchia di Taranto
Abitare è un atto politico
Taranto Vecchia non è un vuoto da riempire,
non è una cartolina da vendere,
non è un investimento da far fruttare.
È un luogo vivo,
e come tale va abitato.
Da oltre dieci anni scegliamo di restare,
di comprare ciò che era stato lasciato marcire,
di ristrutturare con le nostre mani
edifici abbandonati e condannati al crollo.
Blocchiamo il degrado non con grandi progetti,
ma con la presenza quotidiana.
Non con la rendita, ma con la cura.
L’autocostruzione è la nostra pratica,
l’abitare stabile la nostra risposta.
Ogni casa recuperata è uno spazio sottratto
alla speculazione,
alla turistificazione,
alla città-vetrina fatta di B&B e affitti brevi.
Ci opponiamo a un modello di rigenerazione
che espelle gli abitanti
e svuota i quartieri.
Rifiutiamo l’idea che il centro storico
debba produrre profitto
prima ancora di produrre vita.
Vogliamo una città fatta di persone,
non di immobili.
Di relazioni, non di rendite.
Di tempo lungo, non di consumo rapido.
Abitare Taranto Vecchia significa
difenderla.
Significa prendersene carico.
Significa trasformarla senza venderla.
Questo non è recupero edilizio.
È una presa di posizione.
Contro l’abbandono programmato.
Contro la speculazione immobiliare.
Contro la finanziarizzazione dello spazio urbano.
Per una città come bene comune.
Per il diritto all’abitare.
Per una rigenerazione dal basso,
lenta, radicale, irreversibile.
Taranto Vecchia si rigenera
solo se resta abitata.
A Teresa (Tatina)

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