Tracce di Cristina e dei tanti bambini che non ci sono più per una Taranto diversa
Oggi sento il cuore colmo di una gratitudine profonda, che desidero condividere. Questo progetto di rigenerazione per Taranto non è solo un’iniziativa; per me è un atto d’amore, un modo tangibile per onorare un dolore collettivo. Sono così riconoscente di poter dedicare questo cammino a chi ha sofferto troppo nella nostra città, e in particolare ai bambini che non ci sono più, come la piccola Cristina. Il loro ricordo non è un peso, ma una stella polare.
Questa gratitudine nasce dalla possibilità concreta di trasformare il dolore in speranza. Apprezzo profondamente l’opportunità di contribuire a creare un’economia delle relazioni, dove il valore umano torna al centro, e di partecipare alla crescita di una grande famiglia comunitaria. È un dono immenso sapere che, attraverso queste azioni, i nostri cari persi non saranno mai dimenticati. Vivranno per sempre nei nostri progetti, nel nostro impegno quotidiano per dare a Taranto un futuro diverso, più giusto e pieno di vita. Onorarli in questo modo è il più sincero ringraziamento che possa esprimere.
A Cristina e a tutti i bambini di Taranto

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